domenica 9 maggio 2021

L'ultima domanda di Lorenzo Merlo... per "vivere parlare pensare senza dire io"...

 


Abstract:

Domanda:  È possibile agli uomini andare oltre se stessi, oltre il proprio Io e restarci? Oppure si tratta più modestamente solo di puntare oltre il confine di se stessi?


Mia rispostina:  La domanda implica che vi sia un ipotetico "io" individuale che cerca di superare se stesso. Cosa si intende per "se stessi"?  Se qualcuno si riferisce al corpo od alla mente come se stesso ovviamente pone dei confini al suo essere.  Il mondo dei nomi e delle forme nel quale noi riconosciamo un'identità personale come "noi stessi", non rappresenta in verità l'Esistenza. Tutto ciò che ha un nome ed una forma è fittizio ed impermanente mentre ciò che trascende la forma ed il nome è eterno.  Nel momento della sua  dipartita corporale qualcuno chiese al Buddha "dove andrai ora?" e lui disse che la sua nascita è stata simile ad una bolla d'aria. Una sottile pellicola d'acqua  ha imprigionato una piccola quantità d'aria ma quando la bolla si rompe l'aria si ricongiunge all'aria e l'acqua torna all'acqua.  Nulla è mai mutato nella natura dell'acqua e dell'aria. Ogni movimento nel mondo dei nomi e delle forme avviene automaticamente per la durata stabilita dal destino quindi l'idea di poter andare oltre se stessi, superando un ipotetico confine, è del tutto immaginario.  In tal senso un'altra analogia  è quella indicata  dal santo  poeta persiano Jalāl al-Dīn Rūmī:   “Tu non sei una goccia nell'oceano. Tu sei l'intero oceano in una goccia.” -  Tutto ciò però non implica un abbandono della ricerca di Sé anzi spinge l'anima individuale (immaginaria) a riconoscere la sua vera natura. 

Paolo D'Arpini


Il libro verrà presentato dall'intervistato durante la Tavola Rotonda Open Air “Letteratura  bioregionale. Autori emergenti delle Marche”, che si tiene a cura di Auser Treia,  il 26 giugno 2021 alle ore 17,  presso TAM in loc. Moje di Treia. Info. logistiche: 3487.255715 – Info sul programma: 0733/216293  

giovedì 6 maggio 2021

Anche Alberto Meriggi, assieme a Carlo Didimi, ha fatto la storia di Treia..



Presentare il prof. Alberto Meriggi ai treiesi è come voler presentare ad una madre il proprio figlio, chi non conosce questo personaggio che tanto ha fatto, detto e scritto per mantenere la memoria e sviluppare la tradizione culturale della città? Alberto Meriggi e  la storia di Treia sono  indissolubili e non solo per la sua professione di storico ma anche per tutti i contributi culturali da lui portati nella vita comunitaria. Ricordo di averlo conosciuto durante un convegno tenuto nel 2011 nella sala consiliare comunale  "Anche Treia ha fatto l'Italia" (http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2021/03/treia-lunita-ditalia-e-alberto-meriggi.html). 

Da poco mi ero trasferito in città e l'incontro con  Alberto Meriggi fu la porta aperta che  mi  introdusse nel mondo della comunità treiese. Da allora, anche grazie alla lettura dei suoi libri sulla città ed alle frequentazioni sociali a lui collegate, si può dire che iniziai un percorso accelerato per aspirare alla "treiesità", alla cittadinanza treiese (se non di nascita almeno di elezione).  Da lui appresi  quasi tutto sulla storia di Treia, sui suoi figli, e sulla particolare qualità della cultura locale.  

Ad esempio il gioco del Pallone  col Bracciale, che mi aveva particolarmente affascinato per la somiglianza con la celebre disfida tra Orazi e Curiazi,  fu uno  degli eventi che Meriggi risuscitò, nel 1978,  allorché,  giovane assessore allo sport, lo ripropose al pubblico treiese che per un po', ubriacato dalla modernità, l'aveva dimenticato (vedi: http://treiacomunitaideale.blogspot.com/2016/07/treia-la-storia-della-disfida-del.html)

E proprio della disfida del Bracciale e del suo campione Carlo Didimi abbiamo parlato durante la recente visita del prof. Meriggi nella piccola biblioteca in allestimento che ha sede nell'Auser Treia, in Via Lanzi 20. Abbiamo approfittato di quell'incontro non programmato per  una conversazione confidenziale in cui, tra l'altro,  ci siamo chiesti della possibilità o meno di poter assistere alla Disfida del Bracciale in questo anno di pandemia. 

Nel corso del dialogo è emersa una interessante notizia che mi fa piacere rendere pubblica anche senza aver richiesto il consenso all’interessato, confidando nella sua  benevolenza.

Alberto Meriggi lo scorso anno e quest’anno ha dedicato parte del tempo in cui è stato costretto forzatamente in casa a scrivere un romanzo storico ispirato alla vita del campione di pallone col bracciale Carlo Didimi. Da anni coltivava questo desiderio dopo aver svolto e pubblicato in passato ricerche sulla vita di Carlo Didimi, sulla sua famiglia, sui rapporti del campione con Giacomo Leopardi e sulla famiglia Broglio D’Aiano, imparentata con i Leopardi e a cui apparteneva la moglie di Didimi (Vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Didimi).

Il romanzo è ambientato a Treia e nelle località d’Italia frequentate da Didimi come giocatore e come patriota. Essendo profondo conoscitore della storia di Treia e delle Marche, Meriggi ha confidato che la trama del romanzo poggerà sui comportamenti, il pensiero e le abitudini del periodo in cui Didimi è vissuto, cioè l’Ottocento. Il romanzo, in quanto tale, presenterà una commistione di realtà e invenzione e i fatti, pur muovendo in una realtà storica di fondo, verranno parzialmente rimaneggiati dalla fantasia dell’autore. Il romanzo è quasi completato e l’autore ha già ottenuto la possibilità di pubblicarlo con una grande casa editrice italiana molto famosa.

Il libro, una volta edito,  nella piccola biblioteca dell'Auser Treia, farà parte di una speciale sezione dedicata alle opere di Alberto Meriggi. 

Paolo D'Arpini


Treia. Alberto Meriggi e Paolo D'Arpini

mercoledì 5 maggio 2021

"Il Sapore Della Vittoria" di Dafne Perticarini - Presentazione a Treia il 26 giugno 2021, durante la Tavola Rotonda Open Air "Letteratura bioregionale. Autori emergenti delle Marche"

 


"Il Sapore Della Vittoria" è la terza opera di Dafne Perticarini, in cui è descritto il viaggio compiuto per imparare ad amare, una lunga meditazione prima della pratica mentre aspetta il suo amore, seguendolo da lontano nel suo ritorno alla vita. Due individui che s’incontrano nel momento in cui hanno deciso di ripartire dopo 20 anni di tentativi e credono di poter essere ciò che hanno sempre desiderato vivendo insieme; lo stile gonzo, reso noto dal giornalista Hunter S. Thompson, per raccontare tutto quello che attraversano nel tempo raccontato dal libro. Il carcere, la comunità di recupero, la Pianura Padana, la solitudine di una donna che cerca di ascoltare il suo uomo oltre le parole.

Questa è una storia d’amore e chi ha amato si riconoscerà nei sentimenti che grazie a essa vivo, come nei propositi spesso rimandati nel realizzarsi. Quello che suonerà alieno a molti di voi è il teatro di questo amore, dove il carcere lascia spazio alla comunità terapeutica e mai nulla è semplicemente vita.

Il sapore della vittoria è la storia d’amore di due persone che grazie al loro incontro riprendono il binario che stavano provando a percorrere venti anni fa, prima di perdere ognuno la rotta perché camminatori solitari senza istruzioni per trovare un luogo da chiamare casa.

La lezione appresa da Hunter S. Thompson ha portato alla svolta stilistica di Dafne Perticarini, così il gonzo journalism è diventato lo strumento di lettura della realtà nella precedente opera Lou ha detto che non torna, pubblicata con lo pseudonimo di Lou Damiano.

In questo nuovo libro lo stile di Dafne diventa più personale, focalizzandosi nel dialogo con se stessa mentre cerca di capire cosa fare del nuovo amore appena incontrato. Il dialogo è anche quello immaginato con Emanuele, lontano per necessità, conosciuto come detenuto e poi seguito nelle fasi del ritorno alla libertà,
in un percorso ancora in atto.

Ora insieme ce la possono fare, anzi ce l'hanno già fatta. Così Dafne scopre che il sapore della vittoria non è quello del un moscow mule bevuto a notte fonda: è la vita che sta dirigendo secondo il suo volere.

P.S. Il libro verrà presentato dall'autrice, situazione sanitaria permettendo,  durante la Tavola Rotonda Open Air "Letteratura  bioregionale. Autori emergenti delle Marche", che si tiene a cura di Auser Treia,  il 26 giugno 2021 alle ore 17,  presso TAM in loc. Moje di Treia. Info. logistiche: 3487.255715 - Info sul programma: 0733/216293  (Paolo D'Arpini)










Dafne Perticarini è nata il 4 luglio del 1980 a Recanati e sta cercando ancora una carriera stabile, oltre alla possibilità di poter vivere di scrittura.

Lou Damiano è lo pseudonimo utilizzato nel precedente libro pubblicato nel gennaio del 2019 con Nulla Die Edizioni intitolato Lou ha detto che non torna.

Prima di questo ci sono stati libri scritti per imparare a scrivere e mai pubblicati, oltre un lungo saggio sul made in Italy, intitolato Red in Italy e pubblicato nel 2015 dalla Cavinato Editore di Brescia.

Un anno e mezzo di lavoro per un giornale americano dedicato allo stile italiano e una fanzine di musica rock e metal concludono il suo curriculum di scrittrice, altrove abbondante di esperienze lavorative varie e di volontariato in ambito sociale.

Dafne ha accumulato esperienze diverse in ambito comunicativo, come corsi per persone fragili e servizi di scrittura su commissione, ma è la scrittura pura la sua passione, ora arrivata a un nuovo traguardo con Il sapore della vittoria, pubblicato da Carlo Filippini editore. Info: 39 333 5939950


Località Moje di Treia

domenica 25 aprile 2021

Proposta di Lucia Nardi per apprendere un sistema di "Scrittura Creativa"



Ante Scriptum -  Cari amici di Auser Treia, vi invio un mio scritto sul corso di scrittura creativa che sto tenendo  all'Auser di Appignano (https://b-m.facebook.com/UniauserAppignano/). Potrei venire da voi,   nella sede di Treia, per illustrare personalmente il  progetto e magari  scoprire se ci sono persone interessate al corso. Vedere anche: https://www.ilrestodelcarlino.it/macerata/cronaca/la-scrittura-come-strumento-di-crescita-ecco-la-diretta-streaming-con-lucia-nardi-1.6127014 ... (LuNa)



Si apprende sempre e da tutti, come ribadisce Mark. Siamo al corso di scrittura creativa online per l’Auser di Appignano ed incontro una squadra di allievi stupendi che porterò nel cuore per molto tempo. A loro parlo subito di creatività, in fondo siamo ad un corso di scrittura creativa quindi narrare in maniera comune e banale non va bene. Risponde prontamente Milvia a suon di parole del quotidiano condite con brio Sono a letto. Uno scossone sulla pancia mi sveglia. Eccola lì Nuvola: scodinzola cercando di darmi leccate sul viso. Lei sa che non sopporto che mi lecchi in faccia ma ugualmente ci prova. Le ordino di scendere. Lei scende, ma risale subito dopo. Guardo l’ora: le otto. E già! ...è l’ora di andare ad aprire la porta che dà sul terrazzo. Giunge quindi un amico a quattro zampe dall’entrata trionfale, penso tra me. Un giorno chiedo di svolgere il tema “Quella casa aveva qualcosa di magico, perché…” consapevole del fatto che potevamo finire in un bosco incantato o nelle loro case, in periodi diversi, in altri Paesi. Stavolta sono alcune righe di Fernanda a ridestarmi. Il 10 giugno del 1940, verso sera, eravamo in piedi. Parla il duce: abbiamo dichiarato la guerra…Mamma e papà si guardano e io capisco che sono preoccupati. E nulla fu più come prima. Mio padre fu richiamato alle armi. Richiamato, così c’era scritto su quel foglio color arancione. Perché mio padre era già stato in Marina, ma quello era il servizio di leva: ora invece c’era la guerra. Il giorno di Natale lo trascorse a bordo della nave sulla quale era imbarcato. Noi scendemmo ad abitare nella casa dei nonni perché più sicura ma non c’era posto per il Presepe. A volte la scrittura ci prende per mano e ci conduce nel bel mezzo di un ricordo, a risolvere, ad alleviare. La lezione seguente cambio consegna portandoli sul tema della rinascita. Stavolta mi risponde Sandro: Sono rinato quando mi sono liberato dagli impegni del lavoro, quello per cui ero pagato e non sempre potevo essere me stesso. Sono rinato quando ho scelto di abbandonare un impegno politico che, per ovvie ragioni, mi portava a non poter assecondare tutto e tutti. Sono rinato questa sera quando ho saputo che un mio ex collega è ritornato a casa dopo essere stato in ospedale ventisette giorni per Covid. Rinasco ogni mattina quando per prima cosa apro le persiane e vedo la luce di un nuovo giorno. Sorrido un po’ perché, in effetti, sto imparando molto anch’io ed allora è bene condividere gusti letterari, libri amati, autori e citazioni. Iniziamo un dibattito su testi che consigliamo e sconsigliamo ed in pratica mi imbatto in una persona che scrive sul serio. Quando richiedo una recensione mi ritrovo a leggere Anna: Il libro di cui vorrei parlare è “Capitale e disuguaglianza – cronache dal mondo” di Thomas Piketty, un giovane economista francese che si è distinto per le sue idee non convenzionali con il libro di grande successo “Il Capitale del XXI secolo”. Il volume, piccolissimo, solo 119 pagine di cui moltissime bianche e con caratteri abbastanza grandi, è la dimostrazione di come anche uno studioso serio possa cavalcare il successo con operazioni non del tutto corrette. Infatti si tratta di una raccolta di articoli usciti sul giornale francese "Liberation", pubblicati sul blog dell'autore ed anche apparsi in qualche altra sua pubblicazione. 

Tutto ciò non impedisce che ci siano anche cose interessanti e dati che è utile conoscere, ma è l'operazione in sé che mi pare discutibile.

Ma veniamo agli argomenti, che sono certamente importanti. Sono divisi in quattro parti: “Capitale”, “Disuguaglianza”, “Sicurezza”, “Europa” e ogni sezione affronta questioni politiche ed economiche che fanno parte della discussione politica attuale, come l'immigrazione, la Brexit, le tasse, la disoccupazione ecc. Tutto però (e come poteva non essere così, visto per che cosa erano nati gli articoli riportati) non è approfondito e rimane in superficie, detto e non detto.

La veste grafica del libro è accattivante, la traduzione scorrevole, ma l'editore Bompiani ha certamente più pensato al portafoglio che non alla divulgazione o all'informazione... e Piketty con lui.

Un'ultima cosa curiosa: come spesso succede per i libri italiani tradotti da altre lingue, il titolo non ha nulla a che fare rispetto a quello originale in francese, la cui traduzione letterale sarebbe “Alle urne cittadini!”. Resta un mistero perché questo avvenga così di frequente.

Onestamente sono basita poiché l’esperienza diviene qualcosa di inatteso e di particolarmente stimolante. La voce dentro di me è colpita da quello che la parola sta creando. Siamo in videochiamata ed il clima è disteso, leggero. Siamo coinvolti in una chiacchierata quando domando: Per voi cos’è la scrittura creativa?

C’è una signora molto allegra e gentile, Luciana, che declama: La scrittura creativa è come un a farfalla che vola fra i nostri pensieri, volteggia leggera se sono pensieri piacevoli, allegri e ci spinge ad esprimerci, a condividerli; si posa delicata se sono tristi quasi a consolarci e dirci di sussurrarli in sordina ma sempre a raccontarli. Ci incita a parlare con la scrittura di noi, a tirare fuori le nostre gioie ed i nostri dolori. Alla fine il cuore sarà più leggero. Vuoi vedere che si apprende davvero nelle più svariate situazioni, anche in casa, anche fermi? Perché in effetti noi stavamo volando come quella farfalla e non ci siamo fermati. Ma come ogni storia anche questa può essere scritta in modi diversi ed avere un finale che non ci aspettiamo. Ed allora vi lascio nel mondo di Mark, un mondo libero che abbiamo apprezzato tanto:

Il principe si chinò sopra la ragazza sdraiata nella sua bara di vetro e la baciò. Si svegliò di scatto e lo guardò un attimo senza proferirgli una parola, gli occhi spalancati. Poi parlò: 

"Mi hai baciato!"

"Sì, mia cara" disse il Principe, "e ora sarai mia per sempre!".

"Oh, quanto mi piacerebbe! Ma non posso.".

"Come non puoi?" chiese il Principe. 

"Perché sei un uomo. Allora, se tu fossi una ragazza…".

Magari non ce la ricordiamo così questa fiaba, ma non importa. Stavamo creando e ricreando, infatti si possono dire le stesse cose in modi diversi, si possono rielaborare testi esistenti, prendere spunto, partire da un incipit ed arrivare a finali diversi e nuovi. Molti autori stanno rinarrando i classici. Ma allora:

Perché si scrive? Tra le tante risposte che personalmente potrei darvi scelgo quella di uno del corso Scrivere è un modo di comunicare, di conservare memoria, di trasmettere sentimenti. Si può scrivere la lista della spesa e il suo scopo finisce nel momento che abbiamo riposto i nostri acquisti in dispensa o in frigorifero o in guardaroba, ma si può scrivere sulla pietra o sui papiri, come fecero i nostri antenati, per lasciare memoria nei secoli; ma ancora si può scrivere per trasmettere uno stato d’animo come in un romanzo o in una poesia. Scrivere è documentare uno studio, una formula chimica, un evento fisico, un atto notarile, un testamento, una legge. Scrivere è anche documentare un pensiero semplice che può essere solo il seme di un progetto.

Grazie a Mariella ed Elio, grazie ad Antonio Marcucci ed a Maria Teresa Marziali dell’Auser mi sono imbattuta in un percorso di scrittura piuttosto denso e colorito. Ho appreso nel riscoprire semplici ed intense storie, ricordi, valori e sogni. Mentre mi rimetto a scrivere ed il corso giunge al termine sento come di essere tornata alla base. Scrivere ci ha salvati e la vita ha mostrato la sua magia anche stavolta.

Lucia Nardi - lucynardi6@gmail.com



lunedì 12 aprile 2021

Treia 24 aprile 2021 - Stato d’avanzamento del Progetto Promozione Lettura

 


Treia 24 aprile 2021

Stato d’avanzamento

del Progetto Promozione Lettura

incontro riservato ai soli soci Auser

c/o c.da Moje 34 Treia


Il giorno 24 aprile 2021, in sostituzione della consueta Festa dei Precursori, l’Auser Treia organizza un incontro di coordinamento per l’elaborazione del Progetto Promozione Lettura (PPL), riservato ai soli soci Auser. L’incontro si terrà all’aperto in contrada Moje 34 Treia, ottemperando alla normativa anti-covid. A richiesta è possibile collegarsi tramite link di Google Meet.

Alle ore 16:00 verrà illustrato lo stato d’avanzamento del Progetto di Promozione Lettura; seguirà un breve spettacolo di teatro.

Infine verranno letti alcuni brani tratti da libri di autori locali (Andrea Biondi, Paolo D’Arpini, Maurizio Angeletti, ass. La Rucola) con accompagnamento musicale.


Chi è interessato al collegamento a distanza, tramite Google Meet: contattare Andrea Biondi 348.7255715 oppure auser.treia@gmail.com



Album fotografico a cura di Giampaolo Damiani: https://www.facebook.com/photo/?fbid=495275028329275&set=pcb.495277221662389

giovedì 25 marzo 2021

Auser Treia. Avanti con il Progetto Promozione Lettura



Il 27 marzo 2021, alle ore 18, si terrà una riunione virtuale dei soci Auser Treia per illustrare l'avanzamento del Progetto Promozione Lettura.

In discussione i seguenti punti: 

a) installazione delle scaffalature, 

b) definizione dei programmi promozionali da svolgere durante l'anno 

c) ricerca volontari disposti a dare una mano

 

 Questo il link per la riunione:   https://meet.google.com/gyx-mwsh-kfr  



Cos'è il P.P.L.?
Il Progetto per la Promozione della Lettura (P.P.L.) si prefigge di promuovere la lettura e la cultura presso le diverse fasce d'età (e le varie categorie sociali) dai giovani sino agli anziani anche costituendo una piccola biblioteca nella sede Auser Treia. Inoltre verranno svolte iniziative in vari luoghi di Treia, anche all'aperto, una sorta di biblioteca teatrino itinerante, per promuovere non solo la lettura ma anche le arti figurative, i burattini, la recitazione, la musica dal vivo, etc. Tutto ciò si svolgerà in parte durante gli eventi tradizionali proposti da Auser Treia nel corso dell'anno ed in parte in una serie di appuntamenti specifici che verranno successivamente annunciati. Al fine di realizzare questo progetto Auser Treia ha già contattato il Comune e le diverse Parrocchie di Treia, nonché altre associazioni che volessero collaborare ed è stato abbozzato un calendario degli eventi che inizierà, nei modi consentiti dalla situazione sanitaria, dalla fine di aprile in poi. Di tutto ciò si discuterà durante il coordinamento virtuale del 27 marzo 2021, qui annunciato...

Il presidente di Auser Treia: Paolo D'Arpini




Per qualsiasi dubbio o problema di collegamento telefonare: 348.7255715 - 0733/216293

domenica 14 marzo 2021

Treia amarcord e... prossimo appuntamento culturale dell'Auser Treia

 

Si vola con la fantasia...

Auser Treia anche quest'anno conta di poter organizzare una manifestazione pubblica, in occasione della Festa dei Precursori, prevista a Treia  (se tutto va bene) per il 24 e 25 aprile 2021.  Tema principale della manifestazione sarà la presentazione del Progetto per la Promozione della Lettura, rivolto particolarmente ai bambini ed ai ragazzi. Per la realizzazione del progetto stiamo raccogliendo adesioni di volontari disposti a dare una mano. Si prevede un incontro  di coordinamento per il 27 marzo 2021,  per la  definizione delle proposte e degli eventi. Seguiranno indicazioni più precise sulle modalità dell'incontro  a coloro che invieranno la propria adesione:   auser.treia@gmail.com. - Tel. 0733/216293 -  Cell. 339.4508001 - 348.7255715

Ed ora un "amarcord" 

 Treia: Festa dei Precursori 2018

Treia. La sorpresa è stata veramente grande quando mi sono ritrovato all’interno di una struttura modernissima in vetro e acciaio: la terrateca, si proprio una terrateca, come si vede dalla foto, una grande libreria di vetro che al posto dei libri contiene barattoli che contengono tutte le terre della Regione Marche. La terrateca dell' “osservatorio regionale suoli”. 

Conoscevo già bene il paese per le architetture in terra cruda presenti sul territorio, Treia infatti fa parte dell’associazione nazionale “città della terra cruda”. Sapevo della vocazione agricola del suo comprensorio e soprattutto della tradizione degli studi a riguardo della famosa Accademia Georgica attiva dalla fine del 400. 

Il comune di Treia, in collaborazione con L’Auser Treia, ha organizzato un laboratorio di educazione ambientale sul tema della terra cruda con i ragazzi delle scuole primarie del paese, circa settanta ragazzi con una decina di maestre e quattro ragazze volontarie del servizio civile. 

Con Edi Castellani assessore alla cultura abbiamo sistemato gli spazi e abbiamo deciso per due postazioni una per terra, per la fase “sensoriale” e una attorno ai tavoli per la fase “emozionale”. Così quando e’ arrivato il primo gruppo di ragazzi ci siamo seduti tutti in cerchio sul bel pavimento e con i miei attrezzi ho proposto alcuni esercizi per sviluppare la sensorialità e la conoscenza dei materiali. Importante il feed back la cosiddetta retroazione di una informazione che trasmettiamo che può essere immediata, cioè dato un esercizio tutti lo svolgono rispettando i minimi principi di partecipazione, analisi con i cinque sensi delle varie terre colorate ridotte in polvere con un pestello e un mortaio setacciate con un piccolo setaccio e mandala con le varie polveri colorate ottenute sui fogli bianchi. 

Tutti stanno attenti e il pestello passa di mano in mano seguendo il cerchio così le varie zollette di terra da guardare sbriciolare tastare assaggiare e sentire… sentire tutte le storie che hanno da raccontarci i vari personaggi: humus, argilla, limo, sabbia che la compongono e la memoria, la memoria dei luoghi da cui è stata prelevata. La memoria dei minerali ossidati variamente da ossigeno e luce con cui e’ stata in contatto, dei microrganismi, della vegetazione, del clima o di mari e laghi sotto cui si sono formati i sedimenti soprattutto argillosi. Tutto e’ importante per la colorazione di una terra. Dicevo che il feedback circolare mi indica quanto interesse suscita un esercizio: dal tempo che impiegano gli attrezzi o le varie zolle di terra a fare il giro completo del cerchio composto da circa trenta ragazzi, nel frattempo nell’attesa ognuno sperimenta i materiali per suo conto, chi prende la paglia chi una spiga di grano, chi un chicco, chi sperimenta già la barbottina pronta ad essere stampata dalle mani sui fogli bianchi. 



A un certo punto il cerchio è così attivo e concentrato nei lavori che mi allontano e lo lascio fare e mi dispiace proprio per il poco tempo a disposizione interromperlo mentre e’ così attivo e divertito dalla scoperta di nuovi materiali e nuovi modi del fare, per passare alla fase successiva quella “emozionale” al contatto con i materiali impastati: terra acqua e paglia. Se il gruppo risponde poco o si distrae lo riporto sulla onda giusta attraverso il feed back della curva: a seconda dell’accelerazione centripeta correggo con il manubrio la direzione dell’auto in curva. Così se i ragazzi si distraggono li riporto sulla stessa onda di frequenza con esercizi di meditazione dinamica di corpo e voce che attrae la loro attenzione: acchiappa la i partendo dall’alto verso il basso i e a o u u o a e i e via si seguito tutti sono attratti dall’esercizio e mi seguono nell’onda sonora, riconquistata in tal modo la loro attenzione rilancio il tema della terra cruda attraverso un racconto: una zolla viveva felice girando il mondo guardando nuvole allegre la luce del sole gli uccelli cantare e gli insetti ronzare, un giorno incontra una spiga di grano ed è subito attratta da lei e le dice: bellina te piace l’allegria! vuoi ballare con me? E iniziano a ballare per paesi e borghi aie e contrade e tutta la terra si riempi di spighe di grano. Un giorno inizio a piovere e la zolla si bagno e si trasformo in fango la paglia si inzuppo continuando a ballare stretti stretti si ritrovarono fusi l’una nell’altra componendo una palla perfetta, così li ho invitati al tavolo e ognuno inizia a lavorare plasmare pasticciare il materiale a sua disposizione nella massima libertà creativa espressiva. 




Capisco quando il gruppo e’ pronto a passare alla fase successiva anche attraverso il feedback del termostato della caldaia, quando la lancetta raggiunge la zona rossa sappiamo che l acqua è calda e possiamo fare la doccia. Questo tipo di feed back è molto utile anche se dipende soprattutto dall’esperienza personale di ognuno di noi e dal tempo che abbiamo a disposizione e dalla direzione che vogliamo dare al tipo di didattica che proponiamo. All altro gruppo ho inserito la seconda fase del laboratorio attraverso una canzoncina dello zecchino d oro: Don Chisciotte e Sancio Panza vanno in giro per il mondo, uno e’ lungo lungo lungo, l’altro e’ tondo tondo tondo. Sancio panza raffigura la zolla e Don Chisciotte, la spiga di grano. Inizia la pioggia, scivolano giù per una scarpata rotolando e si ritrovano pure loro a formare una sfera perfetta. 


Lancio pure a loro l’invito a realizzare una bella palla di fango e paglia. Ce’ da dire che all inizio del laboratorio mi sono presentato come Fiordifango perché faccio crescere strani fiori con la paglia e con la terra. Alla fine un bel feedback collettivo di nuovo seduti in cerchio scambiandoci i vari commenti sulle varie fasi e sulle preferenze dei lavori svolti. Tobia dice che lui mi ringrazia tantissimo anche se la sua maglietta sicuramente non e’ della stessa opinione. Una maglietta gialla tutta imbrattata di fango, sul davanti. Rispondo che sarà il nuovo modello, da esibire durante tutta l’estate. Alla fine cantiamo tutti una canzoncina scritta tempo fa: panta panta panta rei questo e’ il mondo che vorrei!


Giocare con la terra cruda - Incontro teorico-pratico a Treia 

A Treia il laboratorio “Emotional Design” - Imparare modellando la terra (Fonte: Picchio News)

Il 27 aprile 2018, nell'ambito della Festa dei Precursori, alle ore 18, nella sede dell'Auser Treia, dopo il laboratorio sperimentale con i bambini, svolto nella Sala Multimediale del Comune,  si è tenuto  un incontro teorico/pratico sulla lavorazione della terra cruda e sul suo apporto alla civiltà umana e di come si è svolta l'opera civilizzatrice  nel corso dei secoli e dei millenni....

Antonio Marcucci, Edi Castellani, Ferdinando Renzetti, Paolo D'Arpini - Nella sede di Auser Treia

Il Comune di Treia da tempo si impegna nella valorizzazione della Casa di Terra cruda in contrada Fontevannazza, attraverso una serie di attività e progetti rivolti alle scuole, organizzati e curati dall’assessorato alla cultura. La novità di quest’anno ha visto la collaborazione dell’Auser Treia per quanto riguarda i laboratori didattici con la terra cruda. Il 27 aprile, dopo un percorso di visita guidata presso la Casa di Terra, rivolto alle classi seconde della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo “E. Paladini” di Treia, Passo di Treia e Chiesanuova, si è svolto presso l’Aula Didattica Multimediale del Museo Archeologico del Comune di Treia, il laboratorio “Emotional Design”. L’intento di questo incontro teorico-pratico è di avvicinare gli studenti al mondo della terra cruda, favorendo attraverso un’attività ludica, l’apprendimento di forme di costruzione naturali e sostenibili, alternative al cemento e rispettose dell’ambiente. Il laboratorio è stato guidato da Ferdinando Renzetti, un esperto delle tradizioni rurali, che collabora con il centro di educazione ambientale di Casalincontrada “CEA CedTerra”, promuovendo e realizzando in prima persona laboratori e workshop sulle tecniche costruttive con la terra, sui materiali naturali e sulle loro reinterpretazioni attuali. Il percorso si è sviluppato in due fasi distinte: la prima, teorica,  si è incentrata sulla spiegazione degli elementi che compongo la terra, ovvero la sabbia, l’argilla, l’humus e il limo; i modi in cui essa può essere setacciata e lavorata con mortai e pestelli; i vari colori che può assumere in base ai minerali che la compongo, ad esempio, il rosso; l’apprendimento delle tecniche per spezzare la paglia e per ottenere la barbottina. Nella seconda fase, invece, i piccoli studenti si sono divertiti a creare e modellare con le mani una serie di impasti, dando vita ad oggetti-giocattolo dalle forme più disparate, come, barchette, gondole, cestini, mattoni, ecc. Dunque, un percorso, per sensibilizzare e mostrare agli alunni, che, utilizzando materiali naturali come la terra, è possibile costruire ed edificare senza inquinare e sprecare risorse, sviluppando, attraverso la fase pratica, la loro intelligenza sociale ed emotiva e l’uso della fantasia e della creatività.

Ferdinando Renzetti - 28.04.2018