venerdì 14 maggio 2021

Percorso Yoga e Fitness e Yoga di Rossana De Paolis - Recensione




Percorso Yoga.  Il testo  costituisce un compendio formativo nell'ambito del corso per la formazione di insegnanti di JE TSUNMA YOGA. L'intero manuale ha l'intento, principale, di racchiudere il bagaglio di conoscenze ed esperienze dell'autrice nell'ambito dello HATHA YOGA, RAJA YOGA e JNANA YOGA,  il tutto finalizzato alla condivisione con gli allievi del corso di formazione e come ausilio didattico alle lezioni.


Le conoscenze trascritte in questo volume (tutt'ora in continua espansione nei suoi contenuti) si incentrano sulla dottrina espressa da PATANJALI e sul suo metodo basato in 8 step evolutivi. Vengono accennate le nozioni storiche, ma senza indugiare troppo, e trattati anche gli aspetti  energetici, fisiologici e pratici relativi alla pratica metodica dello YOGA (JE TSUNMA significa per l'appunto YOGA con METODO e DISCIPLINA). Tutti i contenuti vengono trattati ed esposti sia a livello scientifico che a livello esperienziale per consentire una più vasta e completa comprensione di ciò che si intende per METODO YOGA ed implementazione nella propria vita, nel quotidiano.


Fitness e Yoga. Questo manuale ha l'obiettivo primario di fornire ai futuri insegnanti di JE TSUNMA YOGA le nozioni fondamentali relative all'allenamento cardiorespiratorio all’interno di una sessione di YOGA rispondendo ai seguenti quesiti basilari. 

Cos’è il fitness e come raggiungere la forma fisica ottimale?

Come funziona un corpo a riposo e come risponde e sì adatta ai diversi tipi di esercizio fisico?

Cos’è il benessere cardiorespiratorio e come si struttura una lezione?


Un individuo che sia sano alla nascita presenta, senza alcun dubbio, una situazione di fitness/benessere; ma poi, con il trascorrere degli anni, a modificare questo stato iniziale, deteriorandolo progressivamente, intervengono fattori contingenti negativi, quali lo stress e le cattive abitudini di vita, cui si aggiunge molto spesso la mancanza di un'attività fisica continuativa e regolare.


L'obiettivo che ci si propone è di indicare come sia possibile, tramite un programma scientifico e regolare di esercizi fisici, ripristinare una situazione di benessere quanto più simile possibile a quella ottimale della nascita. A questo scopo, è stato elaborato questo piccolo saggio, articolato in più paragrafi, che vuole essere sia un contributo alla conoscenza dei meccanismi preposti ad alcune funzioni fondamentali del nostro organismo, sia una risposta ad eventuali dubbi o quesiti che potrebbero presentarsi a chi decidesse di intraprendere una attività fisica continuativa, dotata, tra l'altro, anche di proprietà terapeutiche.

 



ROSSANA DE PAOLIS nasce a Roma nel caldo mese di agosto del 1944 ed ha sempre vissuto seguendo la via dello YOGA INTEGRALE così come, per primo, le venne insegnato dal padre.

Nel 1967 ha iniziato ad insegnare ginnastica nelle palestre della Y.M.C.A. di Roma, ma ha sospeso questo lavoro, solo per poco tempo, per svolgere al meglio il ruolo di madre.

Dal 1994 ha iniziato a condividere anche l'insegnamento dello HATHA YOGA, del RAJA YOGA, dello JNANA YOGA, e del JE TSUNMA YOGA.

Nel 2000 ha fondato la "FITNESSTUDIO AKHILA” - Associazione Sportiva Dilettantistica, con lo scopo prioritario di diffondere la pratica dello HATHA YOGA, del RAJA YOGA. Successivamente, grazie al supporto dell’ASD, ha potuto organizzare corsi di formazione per insegnanti di YOGA a Roma, Avezzano (AQ), Civitanova Marche (MC), Montecosaro (MC), Macerata.

Nel 2017 ha ottenuto il riconoscimento della qualifica di MASTER YOGA TEACHER PLATINUM da parte della YOGA ALLIANCE ITALIA INTERNATIONAL®.



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I libri "Percorso Yoga" e  "Fitness e Yoga" vengono presentati dall'autrice Rossana De Paolis durante la Tavola Rotonda Letteraria Open Air che si tiene, a cura di Auser Treia, presso TAM in Contrada Moje 34 a Treia, il 26 giugno 2021, ore 17.  Disposizioni sanitarie permettendo e nel rispetto delle normative anticovid.

Info logistiche: 348.7255715 - Info sui programmi: 0733/216293



giovedì 13 maggio 2021

"Il sospiro di Medusa" di Morena Oro - Recensione

 


Nell’epoca in cui si rincorre la bellezza artificiosa elevando a status l’immagine effimera di se stessi, l’unica maniera di affrontare il mostro che alberga in noi o che percepiamo negli altri e avere la salvezza è aggirarlo alle spalle, coglierlo nel sonno e decollarlo, cancellandone il volto, negare perciò quella identità che risiede nei tratti somatici che lo scorrere del tempo acuisce, svilisce, rende sempre più marcati e caratteriali.

Tagliare la testa di Medusa vuol dire quindi rendere sopportabile il mostruoso, il diverso, esponendo solamente il suo simulacro, la sua icona, il suo trofeo. Così facendo saremo protetti dalla morte, dal sesso femminile che potrebbe risucchiare tutto.

La chirurgia plastica portata al parossismo, tenta di fare questo, cancellare lo scorrere del tempo, impedirne il dominio sul nostro volto e intervenire per apportare quelle correzioni artificiose che finiscono per creare distorti prototipi di bellezza, icone grottesche di un’epoca desolante che per combattere i propri mostri ne crea di nuovi.

Ogni epoca, di fatti, ha i propri mostri da distruggere, da decapitare, da affrontare evitando di guardarli negli occhi per non sentirne il peso e la storia.

Vogliamo, di questi tempi, sconfiggere la fragilità legata al tempo che avanza e ci fa sempre più stanchi e provati, vogliamo uccidere la caducità, il sentimento di precarietà percepito come mostruoso, pauroso, inaccettabile quindi da sopprimere con ogni mezzo, attraverso la perdita sistematica della sfera umana legata alla sensibilità, al sentimento, alla dimensione imprescindibile dello spirito e dell’anima.

L’ingiustizia della bellezza che sfiorisce, della vita che ci segna e ci condanna in modi e condizioni che non abbiamo scelto ma che dobbiamo subire come se ci siano imposti da un fato superiore, trovano a volte riscatto illusorio nell’accanimento contro il mostro riflesso che eleviamo a unica degna rappresentazione delle nostre paure più intime e profonde.

Nessun essere umano potrà mai sottrarsi al gioco degli specchi.

Siamo dunque costretti a sostenere il nostro ruolo prendendone coscienza, riconoscendolo come parte finita dell’infinitudine sconosciuta di noi stessi, senza tentare di sfuggirgli con espedienti vigliacchi e ridicoli. Siamo chiamati a trovare il coraggio di mostrare ciò che siamo davvero.

La Medusa di Morena Oro si ribella all’interpretazione stereotipata del mito che la riguarda, vuol prendere coscienza del proprio ruolo all’interno di quella mitologia e stravolgerlo, sovvertirlo, farlo avanzare verso l’infinitudine delle possibilità ancora sconosciute ai più.

Si oppone alla lettura del mostro orrido confinato nella grotta che grugnisce livore e cogita vendetta tutto il tempo, come se avesse perso completamente ogni connotazione umana a causa delle colpe che le sono state gettate addosso da altri e delle quali deve scontare una pena senza fine.

Questa Medusa sospirante non è che il mostro che ha compassione di se stesso, che si ama profondamente accettando la propria condizione divenuta simulacro della negazione degli altri al cospetto delle proprie deformità interiori.

Essi respingendo, condannando la sua immagine, il suo riflesso, non fanno che negare quella parte di se stessi con cui saranno sempre in lotta, sempre in disamore.

Condannati dunque a non amare mai completamente loro stessi. Noi stessi.

Sospira, Medusa, che ci compatisce, suo malgrado.

L’emozione per la meraviglia di un uomo penetrato fin dentro il suo recesso, per stanarla e sconfiggerla, raggiunge il culmine terribile in un istante, poiché la bellezza e la meraviglia sono sempre terribili. Esigono un prezzo altissimo.

Per questo l’animo molle non può reggere il principio assoluto di Medusa: sfiderai la bellezza a costo di morire? Avrai il coraggio di guardarla negli occhi? Sosterrai il terrore della meraviglia assoluta per esserne trasfigurato?

Perseo non si pone domande. Porta al termine solo un’esecuzione. Non sa nulla del senso mistico dell’amore, del perdersi completamente per trovare il Totalmente Altro.

La stessa esecuzione sommaria e crudele perpetrata da ogni uomo che uccide una donna per non affrontare se stesso, per non perdersi nell’amore che non sa sostenere né affrontare.

In ogni donna uccisa, decollata nel sonno, urla il mostro arbitrariamente giustiziato di Medusa.




Morena Oro vive a Montecassiano, in provincia di Macerata con il marito, il figlio, quattro gatte, miriadi di libri e bambole di cui è collezionista. Da sempre coltiva con costanza e caparbietà la propria vocazione artistica e il proprio estro creativo, frequentando corsi di teatro e leggendo in modo onnivoro di tutto. La sua passione per la parola, per l’arte, sia figurativa che drammatica, per la poesia e per la musica in tutte le sue varianti, ha accompagnato la sua crescita personale, fino a diventare pretesto di approfondimento culturale e oggetto del suo lavoro di conduttrice nelle trasmissioni di Radio Nuova in Blu, nota emittente di Macerata, dove dal 2010 cura e conduce il format radiofonico “Dolce Far Niente”. Recentemente ha avviato altresì il format quotidiano ”La Lettura”, audioracconti e storie varie.

Autrice anche di numerose interviste a tanti protagonisti del panorama artistico e culturale locale e nazionale, Morena è tuttavia soprattutto poetessa, attrice e scrittrice di testi teatrali e performer dei propri lavori compositivi con una modalità espressiva anche fisica che definisce poetico-teatrale.

Conduce laboratori di “Sperimentazione espressiva” finalizzati alla scoperta delle proprie potenzialità comunicative e creative attraverso la dimensione teatrale, compositiva ed espressiva in tutte le varie forme.

Nel 2019 ha esordito alla regia con lo spettacolo “Caba-Zen”, spettacolo di arti varie.

Ha pubblicato diverse silloge poetiche: Anima Nuda (2009), Affetti Collaterali (2011), Autopsia del mio demone (2013), Memorie dell’acqua (2017), Il sospiro di Medusa (2018). 



Il Libro "Il sospiro di Medusa" viene presentato dall'autrice Morena Oro durante la Tavola Rotonda Letteraria Open Air che si tiene, a cura di Auser Treia, presso TAM in Contrada Moje 34 a Treia, il 26 giugno 2021, ore 17.  Disposizioni sanitarie permettendo e nel rispetto delle normative anticovid.

Info logistiche: 348.7255715 - Info sui programmi: 0733/216293


martedì 11 maggio 2021

"Covid e le saggezze nascoste" di Marinella Correggia - In lettura presso la Biblioteca di Auser Treia

 


E' uscito  il nuovo Libro di Gaia che tratta un tema molto controverso, il Covid19,  scritto in 6 mesi di ricerche a 360°, dalla saggista e giornalista Marinella Correggia,  che da decenni si occupa di temi ambientali in libri editi da Feltrinelli, Mondadori, Altreconomia, Sonda, in riviste e quotidiani come Adista e il Manifesto.

Marinella Correggia

Questo libro percorre, in 208 pagine, i mille aspetti di questa crisi sanitaria e non solo,  scoprendo una infinità di saggezze che  normalmente ci vengono nascoste.

Saggezze e pericoli individuali e collettivi al tempo di un virus.

Quattro capitoli su tematiche internazionali tematiche quali: la mancata prevenzione ambientale di questa e altre zoonosi; la tendenza a trascurare la prevenzione primaria e le cure precoci; le strade diverse seguite nei vari paesi e continenti; le conseguenze ambientali, economici e sociali di una situazione planetaria inedita.

Il ricavato di questo libro è stato interamente destinato a progetti e persone nei seguenti paesi: Yemen, Siria, India, Senegal, Cuba, Italia. ll costo di una copia (spedizione inclusa) è di 10 euro, di due copie è di 8 euro a copia; oltre, 7 euro. Effettuato il versamento occorre comunicare gli estremi e l’indirizzo al quale inviare il libro. Versamenti da effettuare con una di queste modalità: 1 – conto corrente postale 29119880 Ecoistituto del Veneto – Viale Venezia, 7 – 30171 Mestre 2 – bonifico bancario Banca Etica IBAN: IT96 J050 1812 1010 0001 6692 519


Nota - Il libro "Covid e le saggezze nascoste"  sarà presentato dall'autrice alla Tavola Rototonda letteraria che si tiene a Moje di Treia a cura di Auser Treia, il 26 giugno 2021, ore 17. 

Info: 0733/216293 - 348.7255715





lunedì 10 maggio 2021

"V - L’Ultimo Canto" di Enrico Tassetti

 


“V - L’Ultimo Canto” di  Enrico Tassetti   (Edizioni Nisroch) nasce da una vera e profonda ricerca nei misteri, nella leggenda, nella tradizione del femminino sacro in una regione, le Marche, ricca di aspetti e saperi nascosti.

Mescolando realtà e finzione (più la prima che la seconda), il romanzo segue le tracce di “un antico messaggio”, tramandato mediante le note e le parole di un sacro inno capace di mutare le coscienze, nato durante l’Ultima Cena, fornendo una chiave di lettura su alcuni aspetti oscuri del primo cristianesimo: religione influenzata, secondo la tradizione gnostica, dalle donne, cui Gesù aveva assegnato un ruolo fondamentale nell’opera di evangelizzazione.

Le Marche furono la terra di quel cristianesimo femminile, perché pregne di una tradizione matriarcale. Il luogo ideale e sicuro, dove approdarono le Marie.

Questi gli aspetti salienti della storia che narro, un thriller-spirituale in cui azione e riflessioni storiche si amalgano; dove spirito e mistero s’intrecciano, scavando in tutte quelle vicende controverse che ancora non hanno trovato una risposta esaustiva.

Il protagonista Ivano Ruperti, dopo la diagnosi di una malattia terminale, verrà coinvolto dalla figlia di un suo amico, Irene, a fare luce sulla strana morte del padre, avvenuta durante una ricerca per conto del Vaticano nella Francia del sud.

Il fulcro principale della loro indagine sarà il mistero che gravita intorno a Rennes-le-Château e al mito del suo tesoro ascrivibile alla leggenda del Santo Graal. Alcuni indizi li porteranno a scoprire nella Biblioteca Nazionale di Francia documenti che li metteranno sulle tracce di un oscuro inno, cantato dai Catari prima di autoimmolarsi a Montsegur, e in seguito in parte musicato da due grandi compositori dell’Ottocento: Wagner e Rossini.

Anche una frangia della Chiesa in opposizione al Papa, che segretamente ha lasciato San Pietro, vuole entrare in possesso dell’inno conosciuto come Cantum Evangelicum, contrastando le ricerche e sottraendo importanti materiali.

Seguendo gli indizi Ivano e Irene arriveranno a Glanstobury, nel Somerset, dove faranno la conoscenza di un misterioso incisore del legno, il signor Tyler, che li aiuterà a interpretare le tre pergamene di Saunière, dirigendo la loro ricerca nelle Marche.

Qui Irene verrà rapita dai loro oppositori, che imporranno a Ivano di continuare la ricerca se vuole salvarla. Raccogliendo le tracce lasciate da una famiglia di pittori, i Pagani di Monterubbiano, e dallo stesso Leonardo da Vinci sui Sibillini agli inizi del Cinquecento, percorrerà un cammino iniziatico fino a quattro antiche abbazie tra le valli del Chienti e del Potenza. Abbazie che, come scoprirà, un’enigmatica “papessa” aveva eretto per custodire i santi corpi delle Marie, uniche depositarie del Cantum Evangelicum.

Convocato segretamente in Vaticano dai suoi avversari per riferire sulle ricerche, Ivano dovrà affrontare la più grande sfida della sua vita per salvare Irene, e proprio nel sacro inno troverà la forza e il mezzo per farcela.

L’autore

Enrico Tassetti è studioso di mitologia, folklore ed esoterismo. È autore del saggio breve Storie, superstizioni e leggende della campagna civitanovese pubblicato nel 2004 dal Centro Studi Civitanovese nella collana Immagini e storie; del volume Dei Fantasmi ed altri strani incontri – storie e leggende della tradizione popolare civitanovese (2010), ripubblicato in una nuova versione ampliata nel 2018 con il titolo Leggende e misteri di Civitanova – fantasmi, streghe, lupi mannari e altri paurosi incontri (Ventura Edizioni).Ha pubblicato quattro romanzi: La porta dell’Angelo – la storia segreta di Civitanova (Giaconi Editore 2015), Arathia (2018), Il segreto della Sibilla Pastora (terza edizione 2018 con Ventura Edizioni) e nel 2020, appunto, V L’ULTIMO CANTO ( Edizioni Niscroch). Dai suoi libri è tratto lo spettacolo CivitArcana, di cui è ideatore e sceneggiatore, messo in scena dalla scuola di recitazione Enrico Cecchetti con la collaborazione del comune di Civitanova Marche. Nel 2020 vince il Premio Adriatico, sezione Narrativa.


Il libro verrà presentato dall'autore durante la Tavola Rotonda Open Air “Letteratura  bioregionale. Autori emergenti delle Marche”, che si tiene a cura di Auser Treia,  il 26 giugno 2021 alle ore 17,  presso TAM in loc. Moje di Treia. Info. logistiche: 3487.255715 – Info sul programma: 0733/216293  

domenica 9 maggio 2021

L'ultima domanda di Lorenzo Merlo... per "vivere parlare pensare senza dire io"...

 


Abstract:

Domanda:  È possibile agli uomini andare oltre se stessi, oltre il proprio Io e restarci? Oppure si tratta più modestamente solo di puntare oltre il confine di se stessi?


Mia rispostina:  La domanda implica che vi sia un ipotetico "io" individuale che cerca di superare se stesso. Cosa si intende per "se stessi"?  Se qualcuno si riferisce al corpo od alla mente come se stesso ovviamente pone dei confini al suo essere.  Il mondo dei nomi e delle forme nel quale noi riconosciamo un'identità personale come "noi stessi", non rappresenta in verità l'Esistenza. Tutto ciò che ha un nome ed una forma è fittizio ed impermanente mentre ciò che trascende la forma ed il nome è eterno.  Nel momento della sua  dipartita corporale qualcuno chiese al Buddha "dove andrai ora?" e lui disse che la sua nascita è stata simile ad una bolla d'aria. Una sottile pellicola d'acqua  ha imprigionato una piccola quantità d'aria ma quando la bolla si rompe l'aria si ricongiunge all'aria e l'acqua torna all'acqua.  Nulla è mai mutato nella natura dell'acqua e dell'aria. Ogni movimento nel mondo dei nomi e delle forme avviene automaticamente per la durata stabilita dal destino quindi l'idea di poter andare oltre se stessi, superando un ipotetico confine, è del tutto immaginario.  In tal senso un'altra analogia  è quella indicata  dal santo  poeta persiano Jalāl al-Dīn Rūmī:   “Tu non sei una goccia nell'oceano. Tu sei l'intero oceano in una goccia.” -  Tutto ciò però non implica un abbandono della ricerca di Sé anzi spinge l'anima individuale (immaginaria) a riconoscere la sua vera natura. 

Paolo D'Arpini


Il libro verrà presentato dall'intervistato durante la Tavola Rotonda Open Air “Letteratura  bioregionale. Autori emergenti delle Marche”, che si tiene a cura di Auser Treia,  il 26 giugno 2021 alle ore 17,  presso TAM in loc. Moje di Treia. Info. logistiche: 3487.255715 – Info sul programma: 0733/216293  

giovedì 6 maggio 2021

Anche Alberto Meriggi, assieme a Carlo Didimi, ha fatto la storia di Treia..



Presentare il prof. Alberto Meriggi ai treiesi è come voler presentare ad una madre il proprio figlio, chi non conosce questo personaggio che tanto ha fatto, detto e scritto per mantenere la memoria e sviluppare la tradizione culturale della città? Alberto Meriggi e  la storia di Treia sono  indissolubili e non solo per la sua professione di storico ma anche per tutti i contributi culturali da lui portati nella vita comunitaria. Ricordo di averlo conosciuto durante un convegno tenuto nel 2011 nella sala consiliare comunale  "Anche Treia ha fatto l'Italia" (http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2021/03/treia-lunita-ditalia-e-alberto-meriggi.html). 

Da poco mi ero trasferito in città e l'incontro con  Alberto Meriggi fu la porta aperta che  mi  introdusse nel mondo della comunità treiese. Da allora, anche grazie alla lettura dei suoi libri sulla città ed alle frequentazioni sociali a lui collegate, si può dire che iniziai un percorso accelerato per aspirare alla "treiesità", alla cittadinanza treiese (se non di nascita almeno di elezione).  Da lui appresi  quasi tutto sulla storia di Treia, sui suoi figli, e sulla particolare qualità della cultura locale.  

Ad esempio il gioco del Pallone  col Bracciale, che mi aveva particolarmente affascinato per la somiglianza con la celebre disfida tra Orazi e Curiazi,  fu uno  degli eventi che Meriggi risuscitò, nel 1978,  allorché,  giovane assessore allo sport, lo ripropose al pubblico treiese che per un po', ubriacato dalla modernità, l'aveva dimenticato (vedi: http://treiacomunitaideale.blogspot.com/2016/07/treia-la-storia-della-disfida-del.html)

E proprio della disfida del Bracciale e del suo campione Carlo Didimi abbiamo parlato durante la recente visita del prof. Meriggi nella piccola biblioteca in allestimento che ha sede nell'Auser Treia, in Via Lanzi 20. Abbiamo approfittato di quell'incontro non programmato per  una conversazione confidenziale in cui, tra l'altro,  ci siamo chiesti della possibilità o meno di poter assistere alla Disfida del Bracciale in questo anno di pandemia. 

Nel corso del dialogo è emersa una interessante notizia che mi fa piacere rendere pubblica anche senza aver richiesto il consenso all’interessato, confidando nella sua  benevolenza.

Alberto Meriggi lo scorso anno e quest’anno ha dedicato parte del tempo in cui è stato costretto forzatamente in casa a scrivere un romanzo storico ispirato alla vita del campione di pallone col bracciale Carlo Didimi. Da anni coltivava questo desiderio dopo aver svolto e pubblicato in passato ricerche sulla vita di Carlo Didimi, sulla sua famiglia, sui rapporti del campione con Giacomo Leopardi e sulla famiglia Broglio D’Aiano, imparentata con i Leopardi e a cui apparteneva la moglie di Didimi (Vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Didimi).

Il romanzo è ambientato a Treia e nelle località d’Italia frequentate da Didimi come giocatore e come patriota. Essendo profondo conoscitore della storia di Treia e delle Marche, Meriggi ha confidato che la trama del romanzo poggerà sui comportamenti, il pensiero e le abitudini del periodo in cui Didimi è vissuto, cioè l’Ottocento. Il romanzo, in quanto tale, presenterà una commistione di realtà e invenzione e i fatti, pur muovendo in una realtà storica di fondo, verranno parzialmente rimaneggiati dalla fantasia dell’autore. Il romanzo è quasi completato e l’autore ha già ottenuto la possibilità di pubblicarlo con una grande casa editrice italiana molto famosa.

Il libro, una volta edito,  nella piccola biblioteca dell'Auser Treia, farà parte di una speciale sezione dedicata alle opere di Alberto Meriggi. 

Paolo D'Arpini


Treia. Alberto Meriggi e Paolo D'Arpini

mercoledì 5 maggio 2021

"Il Sapore Della Vittoria" di Dafne Perticarini - Presentazione a Treia il 26 giugno 2021, durante la Tavola Rotonda Open Air "Letteratura bioregionale. Autori emergenti delle Marche"

 


"Il Sapore Della Vittoria" è la terza opera di Dafne Perticarini, in cui è descritto il viaggio compiuto per imparare ad amare, una lunga meditazione prima della pratica mentre aspetta il suo amore, seguendolo da lontano nel suo ritorno alla vita. Due individui che s’incontrano nel momento in cui hanno deciso di ripartire dopo 20 anni di tentativi e credono di poter essere ciò che hanno sempre desiderato vivendo insieme; lo stile gonzo, reso noto dal giornalista Hunter S. Thompson, per raccontare tutto quello che attraversano nel tempo raccontato dal libro. Il carcere, la comunità di recupero, la Pianura Padana, la solitudine di una donna che cerca di ascoltare il suo uomo oltre le parole.

Questa è una storia d’amore e chi ha amato si riconoscerà nei sentimenti che grazie a essa vivo, come nei propositi spesso rimandati nel realizzarsi. Quello che suonerà alieno a molti di voi è il teatro di questo amore, dove il carcere lascia spazio alla comunità terapeutica e mai nulla è semplicemente vita.

Il sapore della vittoria è la storia d’amore di due persone che grazie al loro incontro riprendono il binario che stavano provando a percorrere venti anni fa, prima di perdere ognuno la rotta perché camminatori solitari senza istruzioni per trovare un luogo da chiamare casa.

La lezione appresa da Hunter S. Thompson ha portato alla svolta stilistica di Dafne Perticarini, così il gonzo journalism è diventato lo strumento di lettura della realtà nella precedente opera Lou ha detto che non torna, pubblicata con lo pseudonimo di Lou Damiano.

In questo nuovo libro lo stile di Dafne diventa più personale, focalizzandosi nel dialogo con se stessa mentre cerca di capire cosa fare del nuovo amore appena incontrato. Il dialogo è anche quello immaginato con Emanuele, lontano per necessità, conosciuto come detenuto e poi seguito nelle fasi del ritorno alla libertà,
in un percorso ancora in atto.

Ora insieme ce la possono fare, anzi ce l'hanno già fatta. Così Dafne scopre che il sapore della vittoria non è quello del un moscow mule bevuto a notte fonda: è la vita che sta dirigendo secondo il suo volere.

P.S. Il libro verrà presentato dall'autrice, situazione sanitaria permettendo,  durante la Tavola Rotonda Open Air "Letteratura  bioregionale. Autori emergenti delle Marche", che si tiene a cura di Auser Treia,  il 26 giugno 2021 alle ore 17,  presso TAM in loc. Moje di Treia. Info. logistiche: 3487.255715 - Info sul programma: 0733/216293  (Paolo D'Arpini)










Dafne Perticarini è nata il 4 luglio del 1980 a Recanati e sta cercando ancora una carriera stabile, oltre alla possibilità di poter vivere di scrittura.

Lou Damiano è lo pseudonimo utilizzato nel precedente libro pubblicato nel gennaio del 2019 con Nulla Die Edizioni intitolato Lou ha detto che non torna.

Prima di questo ci sono stati libri scritti per imparare a scrivere e mai pubblicati, oltre un lungo saggio sul made in Italy, intitolato Red in Italy e pubblicato nel 2015 dalla Cavinato Editore di Brescia.

Un anno e mezzo di lavoro per un giornale americano dedicato allo stile italiano e una fanzine di musica rock e metal concludono il suo curriculum di scrittrice, altrove abbondante di esperienze lavorative varie e di volontariato in ambito sociale.

Dafne ha accumulato esperienze diverse in ambito comunicativo, come corsi per persone fragili e servizi di scrittura su commissione, ma è la scrittura pura la sua passione, ora arrivata a un nuovo traguardo con Il sapore della vittoria, pubblicato da Carlo Filippini editore. Info: 39 333 5939950


Località Moje di Treia