venerdì 23 ottobre 2020

Auser Marche - Antonio Marcucci nominato nuovo presidente regionale di Auser Marche




Antonio Marcucci è il nuovo presidente regionale dell’Auser, l’associazione di volontariato promossa da Cgil e Spi Cgil Marche, 115 circoli in tutta la regione per un totale di circa 13mila iscritti. Subentra a Manuela Carloni.

Marcucci, classe 1953, originario di Ascoli Piceno ma residente a Macerata, è stato eletto il 23 ottobre 2020,  ad Ancona, presenti il Presidente nazionale Auser, Enzo Costa, il componente dell’associazione, Lorenzo Mazzoli, la Segreteria generale della CGIL Marche Daniela Barbaresi e il Segretario generale dello SPI Marche, Elio Cerri.

Marcucci approda all’Auser dopo un lungo impegno sindacale: tra i suoi incarichi, quello di segretario provinciale Siulp, il sindacato maggioritario della Polizia di Stato, segretario Spi CGIL di Macerata dal 2006 al 2014, segretario della Lega Spi di Macerata e, dal 2016, presidente provinciale Auser di Macerata.

“La nostra associazione continuerà a contrastare ogni forma di esclusione sociale – dichiara Antonio Marcucci - e a diffondere invece la cultura e la pratica della solidarietà. Ci sono tante iniziative avviate e da portare a termine e tante altre da iniziare. L’Auser sarà sempre al fianco dei più deboli, con un pensiero speciale alla lotta contro il femminicidio “

Auser Treia si complimenta vivamente con il nuovo presidente dell'Auser Regionale Marche, Antonio Marcucci, avendo con lui collaborato attivamente sin dalla fondazione del Circolo e per tutto il tempo in cui egli ha ricoperto la carica di Coordinatore Provinciale Auser della Provincia di Macerata.

Con i migliori auguri di buon lavoro,

Paolo D'Arpini, presidente Auser Treia

Nella foto una riunione di Auser Treia, da sinistra:
Paolo D'Arpini, Antonio Marcucci, Caterina Regazzi, David Buschittari


Treia. One Billion Rising 2019  


giovedì 8 ottobre 2020

Treia. Proposto un concerto di armonici vocali nella chiesa di San Michele (od in alternativa uno d'arpa o con strumenti medievali)


L'8 ottobre 2020 è stata annunciata la "fine lavori"  del restauro post sisma della Chiesa  romanica di San Michele a Treia. Trattasi di un antico, forse il più antico, luogo di culto della città,  adiacente il campo  ove insiste la torre longobarda Onglavina, risalente al X secolo,  e la cui canonica è  nota anche per le vicende di Dolores Prato che da bambina  vi risiedette.  Tra l'altro il tempio è   sito proprio di fronte alla Chiesa di Santa Chiara, dove viene conservata la statua lignea della Madonna Nera.  

L'architettura della chiesa di San Michele è dotata di una ottima acustica e pertanto risulta  particolarmente adatta  a svolgervi  cori  e  concerti.  

Oggi,  durante una colazione di lavoro con  alcuni membri del circolo Auser Treia,  qualcuno ha consigliato di organizzare nella chiesa una esibizione d'arpa  o con strumenti medievali,  io ho subito pensato ad un concerto di armonici vocali, dei quali conosco il maestro Andrea Simone – https://www.youtube.com/watch?v=-3jyk_4jnzQ – Egli ha già dato la sua disponibilità: “Verrei a Treia molto volentieri, serve una buona acustica, potremmo organizzare una  conferenza/concerto estemporaneo…” 


Cosa sono gli armonici vocali?  
“Gli armonici caratterizzano la struttura principale di qualsiasi suono dal quale scaturiscono. Essi evidenziano 'la struttura atomica del suono', e determinano le basi musicali di qualsiasi sistema musicale, non solo del sistema temperato: nei primi cinque armonici della progressione emergono, infatti, la fondamentale, la quinta e la terza.” (Andrea Simone)

Cos'è il canto armonico
"Il Canto Armonico (ipertoni vocali) è una particolare tecnica canora con cui è possibile emettere contemporaneamente due suoni. Solitamente si canta una nota continua, che corrisponde alla voce normale, che tutti possono sentire, mentre contemporaneamente si genera consapevolmente un suono più alto, flautato, con il quale possiamo cantare intenzionalmente scale armoniche. È un’affascinante tecnica antichissima, ed è molto efficace per condurci facilmente in stati meditativi, per stimolare il cervello, per migliorare la qualità della voce cantata e per aiutarci a trovare salute, armonia ed equilibrio". (Mirco Bisonni)

Ed ora mi chiedo: “riusciremo nell'intento, ci sarà interesse da parte delle istituzioni treiesi e della curia per rendere possibile questo evento?”

Paolo D'Arpini


martedì 6 ottobre 2020

Vi racconto il Cerchio poetico del 4 ottobre a Treia ed il mio incontro con la poesia


Ho incontrato ed amato di recente la Poesia,  è stato un lento  percorso (e a chi non è capitato nella vita?),  a scuola non mi aveva attratto particolarmente, era solo una materia da studiare. Ma comincio raccontando i fatti avvenuti al Cerchio della Poesia che si è svolta a Treia il 4 ottobre 2020. 

C'erano  diversi  poeti marchigiani  al Cerchio della Poesia di Treia, anzi, erano in prevalenza: Maurizio Angeletti, Andrea Biondi, Felice (Rosario) Colaci, Liana Maccari, Morena Oro (in ordine strettamente alfabetico), più qualche poeta ancora nascosto: Fernando Pallocchini, Daniela Saltari, Nunzio Cocco  ed altri aggiunti tra cui il prof. Miky Altieri (che ha letto due poesie di sua figlia bambina), ed io, la più in erba. Paolo D'Arpini non è definibile, è sì un poeta, ma anche un istrione (per me).

L'audio non era perfetto, molte parole o frasi intere le ho perse, ma è stato bello portare la Poesia in piazza a Treia, mentre di fronte si festeggiava  allegramente il compleanno di una 19enne.

Ma i contrasti ci piacciono.

La vita è fatta di contrasti. Ci sono stati bei momenti musicali durante il Cerchio,  con Andrea Biondi (organetto), Chiara Teloni (sonagli e tamburello) e Nunzio Cocco (didjiritou),  e di canto, con tutti noi in semicerchio, perché era anche la ricorrenza di San Francesco, ed  abbiamo intonato Laudato sii e Fratello Sole, Sorella Luna.

(https://www.facebook.com/luciana.montecchiesi1/videos/pcb.3467242646630631/3491105050975706/?type=3&theater&ifg=1)

Anche l'amministrazione comunale di Treia  era rappresentata: Sabrina Virgili, Tommaso Sileoni e un flash di Franco Capponi, reduce da Assisi.

Ma vorrei qui raccontare i precedenti  che in qualche modo ci hanno ispirato  a realizzare il Cerchio poetico di Treia

L'anno scorso (2019), con Paolo siamo capitati ad un “Cerchi della Poesia” organizzato dall'Associazione Risorgimonte, nella alta collina modenese (Guiglia,Zocca) a Montecorone di Zocca, e quest'anno (2020) di nuovo, subito dopo la fine del lockdown, in un bello spiazzo nel verde, a fianco della Pieve di Trebbio di Roccamalatina. Ma , mentre l'anno scorso, impreparati, eravamo stati solo spettatori, mentre quest'anno Paolo ha portato una poesia di Rumi ed un paio di suoi componimenti ed io ho letto una bella poesia della Szyimborska.

E' stato molto bello, la situazione era informale, eravamo quasi tutti amici e alcuni conoscenti, in cerchio, e c'era chi, facendo il giro, andava al microfono a recitare e chi saltava il turno.

C'era un gran silenzio, e pace, in quel luogo immerso nel verde.

Ci siamo così innamorati di quei bei momenti che abbiamo deciso di riportarli (o almeno di provarci) a Treia.

Ma faccio un passo indietro; voglio scrivere due parole su altri accadimenti che mi hanno “spinto” verso la Poesia.

A questo punto devo per forza inserire una poesia di W. S. (ancora lei). Si intitola “Ad alcuni piace la poesia”



Wislawa Szymborska

Ad alcuni -
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.

Piace -
ma piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.

La poesia -
ma cos'è mai la poesia?
Più d'una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
Come alla salvezza di un corrimano.


Ad alcuni, cioè non a tutti, dice lei. Ecco, fino a due mesi fa , anch'io ero tra quelli a cui la poesia non piaceva. Beh, certo, mi piacevano le poesie di Leopardi, perchè piacevano a mia madre e sono stata tante volte, a tutte le età, a Recanati; mi piacevano le poesie di Felice (Rosario Colaci), perchè sono così vere e sono quasi un racconto, solo scritto in rima, e poche altre.

Quasi tutte le poesie, semplicemente, mi respingevano, come se fossero circondate da spine. Facevo fatica a capirle, a interpretarle, così non provavo neanche a rileggerle per una seconda volta.

E questo fatto mi faceva allontanare dalla Poesia tout-court.

La musica è un'altra cosa, arriva subito al cuore, alle viscere, ai nervi, ai muscoli, coinvolge il corpo tutto intero.... ma la Poesia che organi coinvolge? Quali aree della corteccia cerebrale? Sicuramente i neurologi avranno fatto delle ricerche in proposito. Volentieri mi sottoporrei a questi studi, come cavia.

Comunque mi è capitato, e mi capita sempre più spesso, di “incontrare” una poesia e di restarne folgorata: “Nulla è in regalo” della Szymborska., poi Emily Dickinson, la 1058, Mariangela Gualtieri con 9 marzo 2020 ma anche Ringraziare desidero.... e mi pare che, aperta una breccia.... presto si formerà una voragine...

Ne è stata artefice anche la concomitanza, in questo periodo, del Poesiafestival, nel modenese. Ho partecipato a tre iniziative, una a Spilamberto, una a Guiglia e l'ultima a Marano sul Panaro, con e su vari poeti viventi o no. Attendo poi con ansia (si fa per dire) il 30 ottobre sperando di riuscire ad entrare alla Chiesa di San Carlo a Modena per il recital di Mariangela Gualtieri. Sempre per la stessa rassegna.

Ed ora  mi toccherà spostare i pochi libri di poesie che tengo nel ripiano più basso della mia libreria Billy dell'Ikea a Spilamberto, ma dovrò anche andarne a caccia nelle altre librerie e ripiani che sono a Treia, magari dimenticati (spero di trovarne molti). Peccato per quelli che ho dato via, certa che non li avrei mai letti.

Mi avvicinerò così, oltre ai già citati, a Tagore, Hikmet, Alda Merini, Cesare Pavese, Pablo Neruda, Garcia Lorca ed anche ai nostri amici poeti marchigiani, soprattutto Andrea Biondi, Maurizio Angeletti e Morena Oro di cui conservo diversi libelli.

Caterina Regazzi  di  Auser Treia






Treia. Album del Cerchio della Poesia del  4 ottobre 2020 realizzato dal socio di  Auser Treia, Giampaolo Damiani:   https://www.facebook.com/photo.php?fbid=365808991275880&set=a.365806437942802&type=3&theater&ifg=1


Altro album realizzato da Luciana Montecchiesi, socia di Auser Treia:   https://www.facebook.com/photo.php?fbid=3490900560996155&set=pcb.3467047259983503&type=3&theater&ifg=1


Una poesia giunta dopo l'incontro


lunedì 5 ottobre 2020

Treia. L'epopea della LUBE in "Una vita in cucina, Luciano Sileoni" - Recensione



Anche Treia ha la sua Dynasty... è la storia di Luciano Sileoni che ha  trascorso "una vita in cucina".  

Dicono che se vuoi sapere qualcosa di un paese, di  quel che succede ai suoi abitanti, devi rivolgerti ad un barbiere. I barbieri son come i bardi, i conservatori delle storie popolari,  perché  ascoltano i segreti  dai loro clienti,  nell'intimità di una rasatura o di un taglio di capelli.  I maschi, come  avvenne a Sansone, quando vengono alleggeriti di peli e chiome si sentono  più aperti, forse più "gentili", denudati come sono dell'onor del mento e della criniera che da al volto il suo severo aspetto.  Succede perciò che un barbiere (un tempo anche cerusico), compiendo l'opera di "ripulitura", ascolti in silenzio le confidenze di chi è in vena d'aprirsi, di chi, scoprendosi imberbe come un pargolo, ama raccontare ed ascoltare fiabe e pettegolezzi. 

Avvenne così che, in una  bella mattina  autunnale (prima del covid), mi ritrovai a chiacchierare con Renzo, uno dei due barbieri residui di Treia, quello che dal 15 febbraio del 1959 lavora nella bottega che fu di Benito Raponi, ovvero l'altro co-fondatore della LuBe, l'azienda che fabbrica e vende cucine in tutto il mondo, Russia compresa. 

Renzo all'inizio mi stava confidando i particolari della sua personale battaglia contro i rifiuti abbandonati di fronte alla sua porta allorché notai sul banco, tra i vari giornali e riviste immancabili in una barberia, un libricino  dal titolo "Una vita in cucina, Luciano Sileoni",  scritto da  Manuel Orazi, in copertina  la foto di un uomo ancor giovane che cavalcava fiero una Lambretta. Incuriosito l'afferrai e presi a sfogliarlo, leggendone alcuni brani. Il barbiere, si sa, è anche psicologo e subito comprese che ero stato "rapito" dal soggetto e mi omaggiò del volumetto. Tornato a casa lo divorai in fretta,  in questo caso il verbo è consono, poiché  nel pamphlet si parla di "cucine" e di come Luciano Sileoni, in alleanza con Benito Raponi, creò -partendo da una segatrice ed una piallatrice in un bugigattolo- quello che ora è l'impero LuBe (dalle iniziali dei due nomi), la fabbrica che contribuisce a tenere in vita la popolazione di Treia (gran parte dei suoi abitanti vi lavorano).

A dire il vero il libello "Una vita in cucina" è sostanzialmente una biografia di Luciano Sileoni, insomma la sua "dynasty". In esso vi si narra con parole semplici e schiette la storia della sua vita, della sua tenacia nel portare avanti un sogno grande, basato sul lavoro, sull'impegno e sul  senso del dovere e del sacrificio, insomma una passione ed una missione. 

Quel Benito Raponi, nominato nel libro,  fu compagno  iniziale e sino ad un certo punto compartecipe dell'avventura e del percorso costruttivo della LuBe, e fu anche titolare della bottega in cui ora lavora Renzo Castellani (da ben 59 anni) il quale ha voluto rendermi partecipe di questi trascorsi eventi che sono un pezzo della storia (moderna) di Treia.  In verità c'è sempre da imparare qualcosa dai barbieri...

Paolo D'Arpini

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L'autore dal barbiere Renzo Castellani



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Via Lanzi, Treia. La bottega di Renzo  è poco distante dalla sede Auser Treia

venerdì 2 ottobre 2020

Mercato Coperto di Treia, 4 ottobre 2020 - Poeti, fini dicitori e musici al cerchio poetico. Ricordando San Francesco e Mahatma Gandhi


Il 4 ottobre 2020 si tiene a Treia, negli spazi del Mercato Coperto, alle ore 16:30, l’incontro “Cerchio della Poesia”, manifestazione culturale cui è stato concesso il patrocinio morale dal Comune di Treia.

I poeti a Treia sono numerosi, scrivono persone di tutte le età, donne, uomini, giovani e anziani. Spesso preferiscono non divulgare le loro creazioni, forse per timidezza o per la mancanza delle giuste occasioni. Ognuno di noi, poi, ha una poesia serbata nel cassetto, scritta magari nel periodo adolescenziale o in tarda età, che aspetta di essere condivisa. Questa iniziativa serve a valorizzare la poesia come modo espressivo e arricchimento dell’animo.

Sono  invitati a partecipare al Cerchio della Poesia sia i ‘poeti’ poeti che quelli occasionali, come pure i semplici amanti della poesia che hanno a cuore declamare strofe e sonetti di autori a loro cari o ascoltarli con attenzione. 

L’evento  si svolge in  concomitanza della festa di San Francesco, patrono d’Italia, e durante l’incontro verrà ricordata la figura del Santo con alcuni canti accompagnati da un organetto, come pure degli intermezzi musicali a cura di Andrea Biondi e Nunzio Cocco.  Inoltre ricordiamo che il 2 ottobre di ogni anno ricorre  la Giornata Internazionale della Nonviolenza, in memoria del  Mahatma Gandhi il quale nella sua minuscola stanzetta dell’ashram da lui fondato teneva alle pareti un ritratto di San Francesco d’Assisi. Gandhi riteneva  questa figura esempio ispirativo per la nonviolenza, perciò ci sembra giusto ricordare anche la figura  di Gandhi in questa manifestazione 

La partecipazione alla manifestazione è libera e gratuita, chiunque potrà intervenire previa prenotazione  (al 0733.216293, auser.treia@gmail.com), perché i posti sono limitati in osservanza alle norme anti Covid. 

Sinora al Cerchio della Poesia hanno aderito  i poeti, i lettori ed i musici: Maurizio Angeletti, Andrea Biondi, Nunzio Cocco, Felice Rosario Colaci, Paolo D’Arpini, Liana Maccari, Morena Oro, Caterina Regazzi, Daniela Saltari e Chiara Teloni.   Ci sarà anche uno spazio per la poesia dialettale curato da Fernando Pallocchini.


Paolo D'Arpini

Presidente Auser Treia - Via Lanzi, 18/20 - Treia (Mc)



lunedì 28 settembre 2020

Treia. Nei giorni dell'equinozio autunnale, un incontro di sensi, cuore, mente e spirito...



L'equinozio d'autunno è uno degli eventi più importanti dell'anno per me, dato che coincide con la ricorrenza della mia nascita (24 settembre) e fortunosamente da diversi anni lo celebriamo con vari incontri culturali e conviviali, spirituali ed ecologici, insomma sono dei contenitori in cui, in diversi momenti si alternano i vari aspetti del vivere nella condivisione.


Stavolta si trattava di due giornate molto piene, il 26 e 27 settembre 2020 erano previsti momenti d'incontro, passeggiate, presentazioni di libri, canti, degustazioni di specialità bioregionali, ecc. il tutto da condivedere  con persone di Treia ed altre  che venivano  da lontano. Si è riunito così un bel gruppo di amici di vecchia data, più recenti e nuovi.


Tra gli altri devo assolutamente citare i nostri amici musicisti e, in tema con il titolo del libro di Paolo presentato nell'occasione, "compagni di viaggio", che hanno portato un'atmosfera di spiritualità condivisa: Mara e Tina del gruppo "Scintille di luce" di Vignola, e Upahar e Venu, amici che vivono per lunghi periodi in India, ma che volentieri vengono a condividere con noi i loro canti sacri. Alla jam session partecipava anche Antonello Andreani di Macerata. Con loro abbiamo iniziato la due giorni, il pomeriggio del 26 settembre, nella sala multimediale ex Ipsia gentilmente messa a disposizione dal Comune di Treia, che ha anche concesso il patrocinio morale. 






Il libro di Paolo D'Arpini "Compagni di viaggio", edizioni OM, è stato presentato in maniera decisamente informale, con canti, letture, mie e di Fernando Pallocchini, direttore della "Rucola", e la moderazione e domande da parte della giornalista Simonetta Borgiani.  Per cominciare sono intervenuti David Buschittari, vicesindaco, e Antonio Marcucci presidente provinciale dell'Auser Macerata.  Durante la presentazione Mara Lenzi ha testimoniato la sua vicinanza a Paolo negli anni, seguendo il percorso comune della Spiritualità Laica.  Infine Paolo, intervistato da Simonetta, ha dato la sua personale, ma condivisa, definizione di Guru nel contesto della spiritualià Laica. 






Oltre ai già citati, altri cari amici erano presenti e vorrei nominarli,  almeno quelli che conosco personalmente e di cui ricordo i nomi, in ordine sparso: Nunzio, Danizete e Donatello, Andrea S. e Barbara, Andrea B., Chiara i loro due cari bambini Pellegrino ed Ermete e il babbo di Andrea dalla Romagna, Lorenzo, Silvana, Giovanna,  Barbara, la sua maestra di yoga Rossana con un'amica, Silvana, Michele e Emanuela da Pescara e i nostri fedeli amici fotografi treiesi,  Luciana Montecchiesi e Giampaolo Damiani. Scusate se ho dimenticato qualcuno...


Alla sera, dopo un veloce spuntino, con la pizza rustica di Miché, tutti giù nella sala di meditazione,  per una sessione di canti devozionali (kirtan) condotti da Upahar con l'accompagnamento di Mara e Tina con le loro mridanga, cembali ed altri strumenti.  Si è aggiunta a noi anche l'amica Petra. La voce di Upahar e la sua maestria con gli strumenti (harmonium, flauto, chitarra) incantano sempre.

Al mattino successivo alcuni sono partiti. I restanti hanno approfittato dell'assenza di pioggia (per il momento) per fare due passi per Treia ed andare a visitare accompagnati da due preparati giovani che fanno il servizio civile alla Proloco, il museo archeologico, il nostro meraviglioso Teatro e il Museo del Pallone col Bracciale.


In passato avevo già ascoltato certe spiegazioni ma, sarà la mia scarsa memoria (o la mia colpevole scarsa attenzione?) ogni volta scopro cose nuove. In particolare abbiamo potuto godere della visione del sipario del teatro, un dipinto stupendo che rappresenta la battaglia di Porta Vallesacco (vicino casa nostra) combattuta dai Montecchiesi (il vecchio nome dei Treiesi) contro Corrado di Antiochia.


Al pranzo intimo tenuto a casa nostra eravamo in pochi: io, Paolo, Mara e Tina,  Michele e Emanuela. Michele aveva portato alcune sue specialità culinarie: lasagne vegetariane con pasta all'ortica, melanzane alla parmigiana light (non fritte) e sformato di patate e zucchine. Per finire crostata con marmellata di mele selvatiche e fichi a fettine.  Michele è un vero ricercatore in fatto di cibo, sia dal punto di vista della storia recente e delle tradizioni, magari da lui rivisitate e corrette in funzione vegetariana, che dal punto di vista della sperimentazione di ricette preparate con uso abbondante di erbe spontanee e di frutti di piante abbandonate e inselvatichite di cui è profondo conoscitore. Queste pietanze da lui portate erano dimostrazioni di ricette tratte dal suo ultimo libro, scritto per lo più durante il lockdown, e che veniva a presentare nel pomeriggio del 27 settembre presso il Gruppo TAM, in contrada Moje a Treia.  E lì si  ci siamo  uniti  con gli altri ospiti: Giampaolo, Gigliola, Maurizio, Simonetta, Fernando, Andrea e Chiara...


Dopo la brillante, come sempre, presentazione del libro "Il pane e le Rose,  di  Michele Meomartino, Paolo ha proposto di fare un giro di condivisione durante il quale ognuno ha parlato del suo rapporto col cibo.  Tradizione, amore per il cibo, per la sua produzione e  condivisione della preparazione e del suo consumo, quindi cibo come oggetto dei sensi, vista, olfatto, gusto, tatto e anche udito, ma anche della necessità di non essere troppo attaccati al cibo, potendo a volte, per alcuni per un certo tempo, farne ameno, mentre non possiamo fare a meno dell'aria nè dell'acqua.  Comunque tutti beni preziosi che ci tengono in vita e ci sostengono in spirito e nel corpo.


Per concludere e mettere in pratica, quanto espresso,  abbiamo gustato le specialità di Michele assieme a quelle di Chiara e Andrea : piadine e cascioni, verdure gratinate, formaggio e buon vino locale.
Così rifocillati e sciolti nello spirito ci siamo messi a cantare in coro le canzoni dedicate a San Francesco che verranno cantate durante il "Cerchio della Poesia" che  si tiene il 4 ottobre 2020, in ricorrenza calendariale del patro d'Italia,  nello spazio del mercato coperto con inizio alle ore 16.30. Vi partecipano diversi poeti ma anche gente comune appassionata di poesia (seguirà apposito comunicato). 

Infine, stanchi e felici ci siamo salutati ripromettendoci di rivederci appena possibile!

Caterina Regazzi














Album fotografici:








Presentazione del  Cerchio di Poesia del 4 ottobre 2020:


martedì 22 settembre 2020

Immondizie e veleni: il nuovo suolo del pianeta...

 


Ormai non passa giorno in cui non vengono mostrate foto di isole galleggianti nell'oceano composte da rifiuti di plastica ed affini, poi ci sono le montagne di RSU scaricate in cave e pertugi sotterranei, senza trascurare i cosiddetti "rifiuti vaganti", ovvero le lattine, buste, cicche, involucri etc. abbandonati lungo le strade e nelle campagne.  Stiamo costruendo una nuova superficie per il nostro pianeta: una pelle cosparsa di un belletto insidioso e putrido, le deiezioni della nostra società dei consumi.
Come superare questa situazione?
Abito a Treia, una amena cittadina marchigiana. Mi trasferii qui una decina di anni fa, non solo per la sua bellezza architettonica e paesaggistica, ma anche per aver apprezzato la pulizia delle sue strade e dei suoi giardini. Purtroppo nel tempo le cose son cambiate, ed in peggio... Ora anche qui la sporcizia regna sovrana.  Ho cercato in tutti i modi di sensibilizzare la popolazione e le amministrazioni a prendersi maggiore cura del luogo, con pochi risultati. Ho lanciato appelli per organizzare gruppi di cittadini volenterosi  che si attivassero per raccogliere rifiuti abbandonati nel borgo. Io stesso spesso camminando per strada raccolgo cartacce pubblicitarie abbandonate e contenitori vuoti di sigarette o di altri  residui del "benessere", ma ciò evidentemente non basta... 
Non basta a Treia e nemmeno nel resto d'Italia. Non basta la cosiddetta raccolta differenziata né l'ipotetico "riciclaggio", che  in realtà quasi tutto va a finire comunque in discarica o incenerito, poiché in Italia non esistono veri impianti di riciclaggio. Eppure le istituzioni non vanno oltre all'ideare nuove discariche o inceneritori o finto riciclaggio. Di diminuzione della produzione dei rifiuti nessuno ne parla, perché va contro "la crescita".
Il discorso è vecchio e già da parecchio tempo è stato portato ai vari tavoli di concertazione, sia da noi che da altre associazioni, di fatto le soluzioni amministrative sono rimaste ferme al solito sistema del palliativo posteriore, di prevenzione non se ne parla...
A questo punto inserisco una mia considerazione sulla necessità di partire dalla consapevole e personale azione di ognuno di noi, faccio esempi pratici: rinunciare alle bustine di plastica e girare con una borsa, rifiutare imballi superflui, reperire il proprio cibo direttamente dai produttori locali, interrompere l’uso smodato di elettrodomestici, lavorare con le mani, stare meno davanti al computer e televisioni e di più nei boschi… 
La battaglia contro la produzione dei rifiuti e gli sprechi energetici deve partire dalla casa di ognuno, dalla consapevole e personale azione di ognuno di noi. Non posso far a meno di affermare che se non iniziamo da noi stessi il processo non parte. 
Ad esempio la mia produzione di rifiuti si limita quasi esclusivamente al materiale organico, che teoricamente viene utilizzato per produrre compost (in verità non ne sono sicuro poiché molti utenti gettano nell'organico anche rifiuti non degradabili e quindi il compost ricavato è di pessima qualità, tanto che per smaltirlo l'azienda deve pagare qualche proprietario terriero per cospargerlo sui campi).
Ma andiamo avanti. Non acquisto quasi più giornali, se me ne serve qualcuno per accendere il fuoco lo recupero usato in qualche bar, raccolgo le cassette di legno della frutta buttate dai negozianti, utilizzo per bere od altri usi solo l’acqua del rubinetto, non acquisto prodotti con grossi involucri, etc. Qualcuno pensa che mi comporto così perché son povero e non mi posso permettere lussi, in realtà non saprei che farmene dei cosiddetti lussi visto che sto bene così… e chissà se questa stessa semplicità di vita non sia quella giusta per finalmente far pace con se stessi e con la Terra.
Andiamo sul concreto e dimostriamo con dignità umana che è possibile per ognuno di noi abbassare il livello del consumismo e della produzione rifiuti, cambiamo abitudini alimentari, interroghiamoci sul “necessario” per una vera qualità di vita. Se ritorniamo ad essere modesti come i monaci francescani, od i bikku buddisti, che vivevano ecologicamente, salveremo noi stessi dallo sfacelo e veramente potremo salvare il mondo, non “questo” ovviamente ma quello della Civiltà Umana.
Paolo D’Arpini  
Risultato immagini per rifiuti  a treia paolo d'arpini
Post Scriptum: 
Per dare un esempio e lanciare un messaggio ecologista domenica  27 settembre 2020, alle ore 10.30, appuntamento nella sede cittadina dell'Auser,  in Via Lanzi 20, al centro storico di Treia, e partenza per una passeggiata conoscitiva delle bellezze storiche della città (accompagnati dalla Proloco)  e successiva escursione sotto le mura per raccolta immondizie e ricerca erbe selvatiche (in adesione a Puliamo il Mondo di Legambiente - Venire muniti di guanti di gomma e sacchetti, etc.).    Info: 0733/216293

Treia. Immondizie nel verde